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Racconti storici

I racconti che proponiamo sono rigorosamente veri, sia nei riferimenti storici sia nei riferimenti geografici e riguardano fatti che si riferiscono a personaggi liguri o che si sono avverati in Liguria. Iniziamo col proporre l'affascinante storia di Ilaria del Carretto che ha commosso ed appassionato migliaia di persone comuni, storici, docenti universitari e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di visitare Lucca.

Storia di un monumento e della maledizione dei Guinigi signori di Lucca

Qui sopra: i ruderi del castello di Cairo Montenotte

A lato: la Cattedrale di Lucca

Centinaia di migliaia di persone, ogni anno, visitano Lucca, una delle più belle città della toscana. Fra i molti monumenti antichi che vi si trovano, la Cattedrale di S. Martino è quello più visitato. La chiesa fu costruita fra il 600 e 700 d.C., com'è citato su un antico documento del 725 che la definisce come Cattedrale dedicata a S. martino. Intorno al nucleo centrale, che nei secoli successivi subì alcune modifiche, furono erette diverse cappelle offerte dai nobili della città. Nel 1057, il Vescovo di Lucca, Anselmo da Baggio, la fece rifare ed ampliare. Diventato, in seguito, Papa, col nome d'Alessandro II, nel cui onore, la Lega Lombarda edificò la città fortificata d'Alessandria, per contrastare l'Imperatore Barbarossa, n'accelerò i lavori e il 6 ottobre1070 la consacrò personalmente. Successivamente la Cattedrale subì altri rimaneggiamenti sino a che, nel 1204, assunse l'attuale aspetto romanico. In questa bellissima chiesa, sono custoditi numerosi capolavori artistici del Rinascimento come l'opera pittorica "Conversione di S. Paolo" di Domenico Ghirlandaio, altri bellissimi dipinti del Passignano e del Gianbologna, opere marmoree fra le più belle del mondo opera di Jacopo Della Quercia, di Matteo Civitale ed altri insigni artisti italiani, ma, nell'angolo sinistro dell'altare, immerso nella penombra, c'è un monumento che è, giustamente, definito la più bella tomba marmorea destinata ad una donna, realizzata nel Rinascimento: è il sepolcro d'Ilaria del Carretto, scolpita da Jacopo Della Quercia. Ilaria nacque in Liguria, non si sa di preciso se nel castello di Finale Ligure o in quello di Caret (odierna Cairo Montenotte), nel 1379, figlia di Carlo Del Carretto, signore di Finale Ligure, discendente dal leggendario Aleramo, Conte del Monferrato e Marchese della Liguria Occidentale. Aleramo fu protagonista di numerose imprese per le quali l'Imperatore, nel 934 lo dichiarò, pubblicamente fedele suddito del sacro Romano impero. Successivamente, nel 1162, l'Imperatore Federico Barbarossa confermò il feudo di Savona ad Enrico I detto il "guercio" perché aveva perso un occhio durante una crociata. I Carretto acquisirono, in seguito, lo stemma d'Enrico I: uno scudo a cinque bande in campo d'oro con aquila bicipite imperiale su un carretto trainato da più leoni. I Carretto ebbero un castello in Caret, i cui ruderi restano tuttora visibili le rovine nell'odierna Cairo Montenotte, nei pressi di Savona. Il padre d'Ilaria fu un abile uomo d'arme ed un politico di prim'ordine, ostile alla vicina Repubblica di Genova e alleato del Duca di Milano. Ilaria fu concessa in sposa a Paolo Guinigi diventato signore di Lucca il 14 ottobre 1400. Dieci anni prima, Bartolomeo Forteguerra aveva tentato di rovesciare i Guinigi ma la rivolta finì nel sangue. Nel 1400, dopo varie vicissitudini e vendette, dopo che Lazzaro Guinigi fu assassinato, pare su istigazione dell'altro fratello Antonio, Paolo divenne signore di Lucca. In quell'anno Paolo Guinigi sposò Maria Caterina Antelminelli, figlia di Valeriano, discendente del famoso Castruccio. Quando Maria Caterina sposò il Guinigi, aveva solo 11 anni. A quanto risulta il matrimonio non fu mai consumato anche perché, verso la fine dell'anno, la giovanetta morì di peste poco prima che lo sposo salisse al potere. Il matrimonio fu, chiaramente, frutto di un'unione concertata fra le famiglie perché la giovinetta era rimasta orfana ma aveva una dote ricchissima. Dopo la morte della giovane moglie Gian Galeazzo Visconti, Duca di Milano il quale intendeva avere un alleato contro le mire espansionistiche della signoria di Firenze, suggerì al Guinigi, del quale era amico, di sposare la figlia dei Carretto suo fedele alleato e della quale si parlava un gran bene e si diceva che era una bella ragazza bionda, più alta del normale e perfettamente educata e abituata anche alla vita spartana. Il matrimonio giovava quindi sia al Duca di Milano che alle due famiglie che andavano imparentandosi e fu accolto con soddisfazione. Ilaria aveva 24 anni ed il suo sposo 30. La giovane promessa sposa lasciò il castello natio il 25 o 26 gennaio 1403 e arrivò a Lucca il 2 febbraio in una gelida giornata invernale. Le nozze furono celebrate il giorno dopo nella chiesa di S. Romano. Seguì poi un gran banchetto che durò alcuni giorni. Poi i due giovani sposi partirono per un lungo viaggio di nozze, a cavallo, attraverso i territori del Guinigi: la Garfagnana, la Lunigiana e la Versilia. Dieci mesi più tardi, alla vigilia di Natale, tornarono a Lucca dove si tenne una memorabile festa. Nel settembre del 1404, Ilaria dette alla luce Ladislao cui fece da padrino il Re di Napoli ma un anno dopo, nel dare alla luce una bambina, Ilaria morì di parto. La bimba fu chiamata Ilaria junior. Anche i due figli d'Ilaria non ebbero una vita fortunata: Ladislao che divenne un bravo condottiero fu ucciso in un tranello tesogli da Francesco sforza mentre Ilaria Junior, andata sposa al fratello del doge di Genova, Battista di Campofregoso, morì nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1405 sembra avvelenata per gelosia dal marito. Paolo Guinigi dopo la morte d'Ilaria si risposò, prima con Piacentina di varano figlia di Ridolfo signore di Camerino dalla quale ebbe 5 figli ma Piacentina morì anch'essa di parto nel dare alla luce l'ultimo figlio. Rimasto vedovo per la terza volta, il Guinigi sposò, nel 1420, Jacopa Trinci da Foligno. Nel frattempo Paolo aveva ottenuto il titolo di Vicario Imperiale da Sigismondo ma fu deposto dopo che in una calda notte fra il 14 ed il 15 agosto 1430, fu catturato da alcuni notabili, capeggiati da Pietro Cenami e consegnato al Duca di Milano. Non tutti gli studiosi d'arte, fra i quali vari docenti di famose università italiane e straniere, sono convinti che il sarcofago sia veramente da attribuirsi alla tomba d'Ilaria Del carretto. Alcuni di loro, con motivazioni supportate da valide argomentazioni storiche ed artistiche, sono propensi a credere che il sarcofago custodito nella Cattedrale di Lucca sia la tomba, in realtà, di Maria Caterina Altominelli, prima moglie del Guinigi. Fra le varie argomentazioni vi è quella della lunghezza del corpo della giovinetta scolpita sulla pietra tombale che è lunga solo 141 cm. Mentre Ilaria, secondo le testimonianze storiche era una donna più alta del normale. Alcuni studiosi fanno anche rilevare che il volto della donna assomiglia più a quello di una bambina che non a quello di un'adulta. Comunque sia, il monumento è li a testimoniare la tragica morte che ha accomunato ben tre delle moglie del Guinigi, signorotto rinascimentale con più infamia che meriti ma che, e il monumento ne da fede, fu certamente molto attaccato ad Ilaria.

La tomba di Ilaria

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