La Lombardia
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Superficie 23.834 Km2, popolazione 8.898.653 (373 ab. per km2). Occupa la parte centrale della pianura Padana e dell'arco alpino, entro i limiti segnati a Ovest dal Lago Maggiore e dal fiume Ticino, a sud dal corso del Po e ad est dal lago di Garda e dal fiume Mincio, si spinge, tuttavia, oltre questi confini con la Lomellina, l'Oltrepo pavese ed il Mantovano, mentre se ne ritrae nella zona compresa tra i laghi Maggiore e Como dove s'insinua, il cuneo svizzero del Canton Ticino. Si suddivide in tre zone naturali: una parte montana, comprendente le sezioni delle Alpi Lepontine e Retiche. i versanti occidentali dei poderosi massicci deIl’Ortles Cevedale e dell’Adamello, le Alpi Orobie, una zona collinare, a dolci ondulazioni, frammezzata da brevi piani e ravvivata da laghetti, infine, una zona di pianura, formata dalle alluvioni degli affluenti del Po. La varietà morfologica che ne risulta è accentuata dalla presenza, nella fascia prealpina, del complesso dei laghi Maggiore, di Lugano, di Como, d’Iseo e di Garda. Capoluogo Iella regione è Milano. Altri capoluoghi di provincia sono: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia, Sondrio e Varese. Arte: scarse sono in Lombardia le testimonianze della civiltà romana e quelle del periodi paleocristiano (S. Lorenzo a Milano). Fin dall’alto Medioevo la regione si distingue per la sua intensa attività costruttiva. Essa fu in certo modo la culla dell’architettura romanica, detta perciò anche lombarda, che vi si venne elaborando dal 700 al 1100. Insigni monumenti religiosi e civili li questa architettura sono a Milano, Pavia, Como, Cremona, Brescia e in altre località, inoltre, S. Pietro a Civate, S. Vincenzo a Galliano, S. Tommaso ad Almenno S. Salvatore e S. Pietro ad Agliate, ecc. Durante il periodo gotico, dal secolo XIII al XV perdurano i modi del romanico: fa eccezione il Duomo di Milano, che nella sua complessa struttura si ispira piuttosto ai grandi esemplari del gotico oltre montano. Al Rinascimento elaborato dal gusto locale si devono la Certosa di Pavia e la Cappella Colleoni a Bergamo. Quanto reca una più schietta impronta rinascimentale in Lombardia è opera di artisti venuti da fuori, come Leon Battista Alberti, attivo a Mantova, ove è seguito poi nel 1500 da Giulio Romano, e Donato Bramante, operoso a Milano. Col secolo XV si precisano le caratteristiche della pittura lombarda, ne fu caposcuola Vincenzo Foppa, e i più genuini rappresentanti il Bergognone e il Luini. Ma l’intervento di Leonardo e l’influsso della sua grande arte segnarono l’inaridirsi di quella tradizione. Bergamo e Brescia, attratte nell’orbita della grande pittura veneta, ebbero scuole proprie, e soprattutto i bresciani Savoldo, Romanino e Moretto si espressero con potenza e originalità. Nella seconda metà del 1500, al di là della grande personalità del Caravaggio, domina il manierismo che a Milano animò una vivace attività artistica, promossa dai due cardinali Borromeo e durata anche nel 1600, tanto in architettura con il Pellegrini, quanto in pittura con il Cerano, Morazzone, Danieie Crespi e altri. Buoni pittori, come Fra’ Galgario e il Ceruti. si ebbero nel 1700 a Bergamo e a Brescia. All’architettura neoclassica del principio del 1800, Milano deve non solo notevoli edifici, ma il suo primo tentativo di assetto urbanistico. |
Cremona |
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Vedute di Milano |
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Foto sopra: Milano: piazza del Duomo Milano: basilica S. Lorenzo Milano: Castello Sforzesco A lato: veduta di Mantova |
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