Il Sinedrio dell'Informazione

Nonostante le menzogne dell’opposizione che continua spudoratamente a sostenere che l’informazione è nelle mani del Governo, tutti possono vedere che i potenti del giornalismo italiano provengono tutti dalla sinistra. Dopo aver visto fallire la loro ideologia, a livello planetario, costoro si sono mascherati da "buonisti" e da "progressisti", titoli che si sono auto assegnati e che non vogliono dire assolutamente nulla. Costoro si sono infiltrati in tutti i giornali e specialmente nella RAI con l’appoggio del vecchio Consiglio di Amministrazione. Nessuno può avere il coraggio di negare che RAI TRE sia in mano alla sinistra! Anzi alla più bieca sinistra di stampo staliniano. Quotidianamente assistiamo alla sistematica manipolazione delle informazioni, vere e proprie menzogne propinate a utenti che hanno pagato anche un canone piuttosto salato. Sentire RAI TRE è come leggere "L’Unità" o il "Manifesto", organi di partito. E’ inconcepibile che si paghi il canone per avere un servizio di parte e falso! E’ ora che questa gente venga buttata fuori a calci in culo!. Personaggi oltraggiosi e manipolatori della menzogna come Santoro e soci è ora che vengano pagati dalla sinistra e non dagli abbonati. L’informazione pubblica deve essere imparziale e riportare le notizie come sono. I pareri di questa gente non interessano a nessuno, se non a quelli di sinistra e quindi o che se li tengano per sè o vadano a scriverli su giornali della loro sponda.

L’informazione della carta stampata è anch’essa nelle mani di giornalisti ex comunisti che si sono "vestiti a nuovo" dandosi arie di imparzialità, ma basta leggere uno dei loro articoli per capire da che parte stanno.

L’opposizione strombazza in giro dicendo che Berlusconi è padrone di tre TV ma tutti sanno benissimo che i direttori dei telegiornali delle sue televisioni, ad eccetto di Emilio Fede, non solo non danno informazioni favorevoli al Governo, ma addirittura contro, quindi l’opposizione mente sapendo di mentire spudoratamente ma gli italiani non sono scemi e l’hanno punita pesantemente sia alle regionali che alle politiche.

Vediamo ora un po’ più da vicino il profilo di questi "santoni" dell’informazione di parte:

PAOLO GRALDI Il Messaggero

Attualmente è il direttore del prestigioso giornale romano. Iniziò la sua carriera a Radio Praga, emittente del Partito Comuinsta Italiano, che trasmise sino al crollo dell’Unione Sovietica. Già subordinato ad Enzo Biagi, si legò alla famiglia Caltagirone. Ora, dopo un voltafaccia clamoroso frequenta il Presidente della camera Casini.

SANDRO CURZI Dirigente di Rifondazione Comunista

Anch’egli è un ex Radio Praga. E’ stato diretture di "Telekabul" (TG3), attualmente è il direttore di Liberazione. E’ forse l’unico ad essere giudicato con rispetto anche da chi non è di sinistra, sia per la coerenza politica sia per una naturale simpatia che ispira.

ENRICO MENTANA Direttore TG5

Fu segretario dei giovani socialisti a Milano, amico di Martelli e fu portato in RAI da Bettino Craxi. Da dieci anni è in Mediaset e propina concetti buonisti strizzando l’occhio alla sinistra. E’ sodale di Paolo Mieli

PAOLO MIELI Rcs

Già militante di Potere Operaio, ex PCI, poi ex PSI, infine ex AD (Alleanza Democratica di Bordon & C.), voltagabbana di alto livello, inviò l’avviso di garanzia a Berlusconi nel 1994 tramite il "Corriere della Sera". Viene ben accolto da Agnelli e da Romiti: il massimo….

MICHELE SANTORO Conduttore di Sciuscià, RAI DUE

E’ il più imparziale di tutti. E’ talmente schierato contro i partiti di governo che visto una sola puntata della sua trasmissione, si capisce subito la sua provenienza dalla sinistra del PCI. In RAI DUE conduce la sua "battaglia" contro il Governo senza alcun ritegno e alcuna vergogna delle faziose e false testimonianze che si trascina seco.

MARCELLO SORGI Direttore di La Stampa di Torino

Dopo essere stato per anni in quota DC ha abbracciato l’Ulivo fulminato da un cieco improvviso colpo di fulmine. E’ molto coccolato da Agnelli e è un frequentatore della ex Balena Bianca.

FERRUCCIO DE BORTOLI Direttore del Corriere della sera

Va ricordato come colui che ha consegnato la gestione del Corriere della Sera ai veltroniani presi dalla vecchia Unità. Perfettamente a suo agio durante il Governo ulivista, ora attraversa un periodo di riflessione. Voci danno per sicuro il suo trasloco da via Solferino.

CARLO ROSSELLA Panorama-Mondadori

Ex di Lotta Continua, Successivamente iscritto al PCI nella corrente bolscevica filo sovietica, prontissimo a passare alla corte berlusconiana nel 94 per poi abbandonarla dopo la sua caduta momentanea. Appartiene alla cerchia degli intimi di Mieli

GAD LERNER TV La7

Politicamente proviene dal servizio d’ordine di Lotta Continua e, giornalisticamente, dalla testata "rivoluzionaria" omonima. Costretto alle dimissioni dalla direzione del TG1 per lo scandalo delle immagini sui pedofili, è ora parcheggiato, a La/ in attesa di qualcosa di meglio.

GIANNI RIOTTA La Stampa

Appartiene alla nidiata giornalistica del Manifesto, quotidiano comunista. Ha lavorato anche a RAI3, oggi è condirettore de La Stampa, da buon siciliano come il suo direttore. In buoni rapporti con la famiglia Agnelli, coltiva sicuramente ambizioni più elevate.

LUCIA ANNUNZIATA Ap. Biscom

Proviene dalla sinistra salernitana e dalle file del Manifesto, quotidiano comunista. Ha diretto il TG3. Illustre esponente del giornalismo salottiero romano, dirige l’agenzia ap.biscom e viene ospitata spesso in diversi talk-show politici a dimostrazione del suo desiderio di tornare in pista.

PAOLO LIGUORI Ex direttore di Studio Aperto Mediaset

E’ stato il pioniere della conversione a destra degli ex estremisti di sinistra. Da Lotta Continua, al Giornale di Montanelli, per poi passare in Mediaset. Ora si occupa di produzioni sportive.

GIULIANO FERRARA Direttore de Il Foglio

Non ha mai cambiato casacca per convenienza. E’ uno che crede in ciò che dice. Ex PCI, giornalisticamente cresce a Reporter, il quotidiano che fu valvola di sfogo degli ex di Lotta Continua.

VITTORIO FELTRI Direttore di Libero

Ex PCI, ex PSI, ex Radicale, ex filo leghista, ex dipietrista, ora non si sa. Forse è solo Cossighiano. Cresciuto nella covata del Corriere della Sera, ha diretto l’Europeo, l’Indipendente, il Giornale. Adesso guida Libero, giornale del Movimento Monarchico Italiano, che ha da poco trovato un editore vicino a D’Alema.

 

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