SINDACATI ED OPPOSIZIONE: la Spa della menzogna
In questi ultimi tempi si sono viste manifestazioni di piazza organizzati dalla CGIL contro le modifiche all'art. 18 della legge 300/70. Il sindacato, braccio della sinistra, organizza questi movimenti di piazza non certo a difesa dei lavoratori più diseredati e cioè i lavoratori in nero, i sotto pagati e i precari ma per fomentare disordini con la speranza di influenzare il Governo e portare voti alla sinistra per le prossime elezioni amministrative di primavera. Quel Cofferati vero e proprio esponente della sinistra stalinista si è vantato, pubblicamente, di aver messo paura al Governo. Povero illuso! Gli altri esponenti della sinistra lo seguono in corteo scodinzolando e urlando "qua qua qua".
Questi falsi e menzogneri paladini dei lavoratori tacciono su di un particolare molto importante: le modifiche non riguardano le aziende che superano i 15 dipendenti e non riguardano il pubblico impiego come scorrettamente cerca da dare ad intendere la CGIL. Gli scioperi indetti dai sindacati sull'articolo 18, pertanto non riguardano la salvaguardia di qualche diritto in pericolo ma hanno solo ed esclusivamente una matrice politica.Qui di seguito vi proponiamo il testo diffuso dalla CGIL, vero e proprio campionario di bugie ispirato ai metodi comunisti e staliniani, a confronto delle vere finalità che si prefigge di raggiungere con la modifica all'art. 18
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IL TESTO DELLA MENZOGNA Contrasta la possibilità di subire un licenziamento senza giusta causa o senza giustificato motivo. In caso di licenziamento individuale, è il datore di lavoro che deve esplicitare le ragioni che giustificano il licenziamento stesso. La proposta di modifica voluta dalla Confindustria e sostenuta dal Governo, lascia le imprese la possibilità di licenziare chi vogliono, semplicemente pagando un indennizzo economico e senza dover dare alcuna giustificazione. A tuo nipote che viene licenziato perché la pensa semplicemente in modo diverso, a tuo figlio che viene licenziato perché è iscritto al sindacato, a tua figlia, che viene licenziata perché ha avuto un figlio, a loro rimane soltanto la possibilità di scegliere di perdere il lavoro e di cercare di dimostrare in tribunale di aver subito una discriminazione ed una ingiustizia. La Commissione parlamentare presieduta dall'on.le Brambilla ha verificato che la riforma previdenziale varata dal governo Dini ha corrisposto alle attese. La proposta di modifica voluta dalla Confindustria e sostenuta dal Governo non garantisce un adeguato sistema pubblico di tutela previdenziale. I conti dell'INPS, non adeguatamente alimentati a causa delle riduzioni dei versamenti contributivi rischiano di subire rapidamente il collasso. I tuoi nipoti ed i tuoi figli, al momento di andare in pensione, subiranno una pesante penalizzazione del proprio reddito, se nel frattempo non avranno avuto la possibilità di pagarsi una pensione integrativa per conto proprio. Tu stesso, già oggi pensionato, nel giro di pochi anni, vedrai messo in discussione il livello della pensione in godimento, per effetto della mancanza di fondi nelle casse previdenziali |
LE VERE FINALITA' DELLE MODIFICHE La malafede della CGIL si vede subito dall'inizio perché: Applicabilità Finalità I lavoratori che non rientrano tra quelli dei tre casi esposti non subiranno alcuna modifica contrattuale è quindi una grossolana menzogna prospettare ai propri iscritti scenari catastrofici che non potrebbero mai verificarsi. Nessuno può licenziare per motivi ideologici o di tessere sindacali. Questa è una balla grande come una casa. Vediamo ora l'altro pacchetto di menzogne che riguarda la previdenza. Non è vero che l'INPS sarà in crisi e che avrà un calo di gettito, semmai avrà un aumento pari ai contributi, seppur ridotti, versati per i dipendenti che emergono dal lavoro nero e che vengono assunti per espansione delle imprese minori. L'INPS andrà in crisi semmai quando questi lavoratori avranno raggiunto l'età pensionabile senza aver effettuato alcun versamento né parziale né totale e dovrà corrispondere loro una pensione sociale. E' molto meglio per un lavoratore che è costretto nel sommerso, sia regolarizzato anche con versamenti previdenziali ridotti (che sono una forma di incentivo), che non resti tutta la vita senza alcun versamento. Per quanto riguarda gli attuali pensionati, è criminale prospettare una situazione che non potrà mai verificarsi. |
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